45,7 milioni di account svaligiati, è questa la clamorosa cifra comunicata da TJX Companies ed emersa dalle indagini sulla fuga di dati
individuata questo gennaio: una violazione della sicurezza molto peggiore di quella che si paventava all'inizio, e che un'analista di Gartner non esita a definire "la più grave mai registrata nel mondo".
Il gruppo
TJX Companies, proprietario della più grossa catena di hard discount degli Stati Uniti, ha rilasciato i nuovi dettagli sulla violazione durante
un'audizione presso l'agenzia governativa
Securities and Exchange Commission: dal rapporto si apprende che i cyber-criminali sono riusciti a penetrare nei sistemi informatici di gestione dei dati dei clienti sin dal luglio del 2005, installando
software in grado di catturare informazioni quali nomi, indirizzi e numeri delle patenti di guida.
L'appropriazione indebita è continuata indisturbata fino alla metà di gennaio 2007, quando la
backdoor è stata individuata e la raccolta bloccata. Per quanto riguarda le nude transazioni,
risultano compromessi una quantità immane di numeri di carte di credito (con addebito e a saldo), assegni e dati riguardanti merce delle catene sussidiarie di TJX Marshalls, TJ Maxx, HomeGoods e AJ Wright.
Il grosso del "bottino" è stato raccolto tra Stati Uniti e Puerto Rico, ma non mancano al triste appello le transazioni finanziarie di hard discount in Canada, Irlanda e Regno Unito. Per cercare di correre ai ripari, TJX ha già stanziato 5 milioni di dollari nell'ultimo quarto dell'anno fiscale, a copertura dei costi di indagine, dell'upgrade dei meccanismi di protezione dei sistemi compromessi e della
comunicazione del problema ai clienti.
Fonte :
Punto-informatico